Conguaglio IRPEF: perché a dicembre il netto cambia
Durante l’anno l’IRPEF viene trattenuta mese per mese con una stima. A dicembre, o quando il rapporto finisce, il datore di lavoro rifà il calcolo sull’intero anno: la differenza è il conguaglio.
Perché serve il conguaglio
Ogni mese l’imposta è calcolata come se la retribuzione fosse uguale per tutto l’anno. Ma straordinari, premi, tredicesima, assenze o cambi di contratto modificano il reddito annuo reale, e quindi l’imposta dovuta e le detrazioni spettanti.
Conguaglio a debito o a credito
Nel cedolino compare come “Conguaglio IRPEF”, oppure è compreso nell’“IRPEF netta” o nell’“imposta trattenuta” del mese di dicembre.
- A debito: durante l’anno è stata trattenuta meno IRPEF del dovuto, quindi nel cedolino di conguaglio la trattenuta è più alta e il netto più basso.
- A credito: è stata trattenuta più IRPEF del dovuto, quindi la differenza viene restituita e il netto aumenta.
Il conguaglio da 730
Se presenti il modello 730, il risultato (rimborso o imposta da pagare) arriva in busta paga, di solito tra luglio e settembre. Nel cedolino compare con diciture come “730/4”, “Rimborso IRPEF” o “Credito da 730”. Un rimborso da 730 non è reddito del mese: è IRPEF restituita.
Le addizionali
Il conguaglio di dicembre calcola anche le addizionali regionale e comunale dell’anno. Queste però vengono trattenute a rate nell’anno successivo: per questo a dicembre puoi trovare voci come “Addizionale regionale dovuta” o “anno successivo” che non sono trattenute del mese.
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Contenuto informativo: le regole possono variare in base al contratto e alla situazione personale. Per verifiche ufficiali rivolgiti a un consulente del lavoro, CAF o sindacato. Come lavoriamo.