Come scegliere il comparto del fondo pensione
Ogni fondo pensione ha più comparti, cioè linee di investimento con rischio diverso. La scelta pesa molto sul risultato finale e dipende soprattutto da quanti anni mancano alla pensione e da quanto sei disposto ad accettare oscillazioni.
In breve: Più anni mancano alla pensione, più tempo hai per recuperare eventuali perdite: per questo chi è lontano dalla pensione di solito considera comparti bilanciati o azionari, che nel lungo periodo hanno reso di più, mentre chi è vicino alla pensione tende a ridurre il rischio. Dal 1° luglio 2026 chi aderisce in modo automatico viene inserito in percorsi “life cycle” che fanno proprio questo. Puoi sempre cambiare comparto secondo le regole del fondo.
I tipi di comparto
- Garantito: restituisce almeno il capitale versato (o un rendimento minimo) in alcuni casi previsti, come la pensione; rende poco.
- Obbligazionario: investe in titoli di Stato e obbligazioni; oscilla poco ma può perdere se salgono i tassi.
- Bilanciato: un mix di obbligazioni e azioni; rischio e rendimento intermedi.
- Azionario: prevalentemente azioni; nel breve può perdere anche molto, nel lungo periodo ha reso di più.
Quanto hanno reso, in media
Mediane dei comparti dei fondi negoziali, aperti e PIP con dati COVIP al 31 dicembre 2025, già al netto di costi e tasse: a 10 anni il garantito circa 1,1% l’anno, l’obbligazionario puro circa −0,1%, l’obbligazionario misto circa 0,8%, il bilanciato circa 2,1%, l’azionario circa 5,0%. A 20 anni, sui comparti che esistono da allora: garantito 2,9%, obbligazionario puro 1,1%, obbligazionario misto 1,9%, bilanciato 3,2%, azionario 4,1%. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.
Il ruolo degli anni alla pensione
Con 20 o 30 anni davanti, un comparto più rischioso ha il tempo di recuperare gli anni negativi, e la differenza di rendimento si moltiplica con l’effetto composto. Negli ultimi anni prima della pensione, invece, una perdita forte non avrebbe il tempo di essere recuperata: per questo di solito si riduce il rischio man mano che la pensione si avvicina.
Contano anche la propensione personale al rischio, gli altri risparmi e la stabilità del lavoro: chi non sopporterebbe di vedere la posizione scendere per un periodo potrebbe preferire un profilo più prudente.
I percorsi life cycle
Un percorso life cycle sposta automaticamente la posizione verso comparti meno rischiosi con l’avvicinarsi della pensione. Dal 1° luglio 2026 i versamenti di chi aderisce in modo automatico (neoassunti che non scelgono entro 60 giorni) non vanno più nel comparto garantito ma in percorsi di questo tipo, coerenti con l’età e l’orizzonte temporale, secondo le istruzioni COVIP del 23 giugno 2026. Molti fondi li offrono anche a chi sceglie da sé.
Come cambiare comparto
Si può cambiare comparto secondo le regole del fondo, di solito dopo almeno un anno di permanenza in quello attuale, con una richiesta nell’area riservata. Il cambio può riguardare la posizione già accumulata, i versamenti futuri o entrambi. Valuta anche i costi: lo stesso tipo di comparto può avere costi diversi da un fondo all’altro (indicatore sintetico dei costi, ISC).
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Quanto potresti accumulare?
Simula il fondo pensione con i rendimenti COVIP 2025: capitale a fine periodo, tasse, risparmio IRPEF e confronto con il TFR.
Apri il simulatoreFonti
- COVIP, Elenco dei rendimenti al 31 dicembre 2025
- COVIP, Deliberazione del 23 giugno 2026 (istruzioni sui percorsi life cycle)
- D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252 (previdenza complementare)
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (bilancio 2026), art. 1, commi 199-205
Contenuto informativo, non una consulenza finanziaria: non indichiamo quale comparto scegliere. Prima di decidere leggi la nota informativa del fondo; se hai dubbi rivolgiti a un consulente indipendente. Come lavoriamo.