Guida al fondo pensione · aggiornata al 12 ottobre 2026

Fondo pensione: capitale o rendita alla pensione

Quando vai in pensione il fondo pensione non si ritira come un conto corrente: una parte può essere presa subito in capitale, il resto viene pagato come rendita. Ecco le regole, le eccezioni e le forme di rendita disponibili.

In breve: Alla pensione puoi ritirare in capitale fino al 50% della posizione; il resto è pagato come rendita. Puoi prendere tutto in capitale se la rendita ottenuta convertendo il 70% della posizione sarebbe inferiore alla metà dell’assegno sociale (3.550,56 € l’anno nel 2026), o se sei iscritto alla previdenza complementare da prima del 29 aprile 1993. Dal 2026, al posto della rendita vitalizia, si possono scegliere anche rendita a durata definita, prelievi o erogazione frazionata.

Quanto puoi ritirare in capitale

La regola generale è il 50%: metà della posizione puoi averla subito in un’unica soluzione, l’altra metà viene trasformata in una rendita. Puoi anche scegliere tutta rendita. La legge di bilancio 2026 aveva previsto di portare la quota in capitale al 60% dal 1° luglio 2026, ma la modifica è stata cancellata dalla legge n. 112 del 2026 prima di entrare in vigore.

Quando puoi avere tutto in capitale

  • Se la rendita vitalizia che otterresti convertendo almeno il 70% della posizione fosse inferiore al 50% dell’assegno sociale, cioè sotto 3.550,56 € l’anno con i valori 2026.
  • Se sei un “vecchio iscritto”, cioè iscritto a una forma di previdenza complementare prima del 29 aprile 1993.

La soglia è fissata sulla rendita, non sul capitale: il capitale corrispondente dipende dai coefficienti di conversione del fondo, che cambiano con l’età e le tavole usate. Con un coefficiente del 5% (indicativo per un’uscita intorno ai 67 anni) la soglia corrisponde a circa 101.000 € di posizione; con un coefficiente del 5,5% a circa 92.000 €. Il valore esatto lo trovi nel documento sulle rendite del tuo fondo.

Come si calcola la rendita

La parte destinata alla rendita viene moltiplicata per un coefficiente di conversione, che dipende dall’età al pensionamento e dalle tavole di mortalità usate dal fondo o dalla compagnia: più tardi vai in pensione, più alto è il coefficiente. Esempio: 100.000 € convertiti con un coefficiente del 5% danno circa 5.000 € lordi l’anno, cioè circa 417 € al mese se la rendita è pagata in 12 rate. I coefficienti sono indicati nel documento sulle rendite di ogni fondo.

I tipi di rendita vitalizia

  • Rendita vitalizia immediata: pagata finché sei in vita; è quella con la rata più alta, ma alla morte non resta nulla agli eredi.
  • Rendita reversibile: alla tua morte continua, in tutto o in parte, a un’altra persona (per esempio il coniuge); la rata è più bassa.
  • Rendita certa per 5 o 10 anni e poi vitalizia: per i primi anni è pagata comunque, anche agli eredi in caso di morte.
  • Rendita con restituzione del montante residuo (controassicurata): alla morte gli eredi ricevono il capitale non ancora pagato sotto forma di rendita.
  • Rendita con maggiorazione per non autosufficienza (LTC): la rata aumenta se perdi l’autosufficienza.

Ogni fondo offre solo alcune di queste forme: le condizioni sono nel documento sulle rendite.

Le nuove prestazioni dal 2026

La legge di bilancio 2026 ha introdotto, per i fondi a contribuzione definita, tre alternative alla rendita vitalizia, tra loro non cumulabili:

  • rendita a durata definita, dal 1° luglio 2026: la posizione è pagata a rate per un numero di anni pari alla speranza di vita residua; il residuo resta investito nel fondo e, in caso di morte, va agli eredi;
  • prelievi liberamente determinabili, dal 1° luglio 2026: preleva quando vuoi, entro le rate che avresti già ricevuto con la rendita a durata definita;
  • erogazione frazionata, dal 31 ottobre 2026: il montante è pagato a rate per almeno 5 anni.

I fondi hanno tempo fino al 31 dicembre 2026 per renderle disponibili. Si possono abbinare alla quota in capitale.

Come è tassata la prestazione

Capitale e rendite sono tassati con un’aliquota del 15%, che scende di 0,30 punti per ogni anno di iscrizione oltre il 15° fino a un minimo del 9%. L’imposta si applica a TFR e contributi dedotti, non ai rendimenti, già tassati ogni anno durante l’accumulo, né ai contributi che hai versato oltre il limite di deducibilità. Le nuove prestazioni del 2026 seguono la stessa tassazione del capitale.

Cosa succede agli eredi

Se muori prima della pensione, la posizione va ai beneficiari che hai indicato al fondo o, in mancanza, agli eredi. Dopo l’inizio della rendita dipende dal tipo scelto: con la rendita vitalizia semplice non resta nulla, con le rendite reversibili, certe o controassicurate e con le nuove prestazioni del 2026 qualcosa passa agli eredi o ai beneficiari.

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Fonti

Contenuto informativo, non una consulenza. Coefficienti di conversione, forme di rendita disponibili e tempi delle nuove prestazioni dipendono dal singolo fondo: verifica il documento sulle rendite e la nota informativa. Come lavoriamo.