Fondo pensione: cosa fare se l’azienda non versa i contributi
Il TFR e i contributi per il fondo pensione li versa il datore di lavoro, anche la parte trattenuta in busta paga. Se non lo fa si parla di omissione contributiva. Ecco come accorgersene e come tutelarsi.
In breve: Controlla che i versamenti indicati in busta paga risultino nell’area riservata o nell’estratto conto del fondo. Se mancano, segnala al fondo e chiedi per iscritto all’azienda di versare, anche tramite un sindacato o un legale. Se l’azienda è insolvente e il rapporto di lavoro è finito, puoi chiedere al Fondo di garanzia dell’INPS di versare al fondo pensione TFR, contributi tuoi e del datore non versati. Non riscattare la posizione prima: per l’intervento devi essere ancora iscritto.
Come accorgersene
- Confronta le buste paga con i versamenti che risultano nell’area riservata del fondo o nella comunicazione periodica annuale.
- Molti fondi segnalano all’iscritto i versamenti mancanti o in ritardo.
- Attenzione ai ritardi frequenti: possono essere il primo segnale di difficoltà dell’azienda.
Se l’azienda è in attività
Contatta il fondo pensione, che di solito sollecita l’azienda. In parallelo invia al datore di lavoro una richiesta scritta di versare quanto dovuto. Se non basta, puoi rivolgerti a un sindacato, a un consulente del lavoro o a un avvocato per un tentativo di conciliazione o un’azione legale. Il datore di lavoro che non versa deve pagare anche interessi e sanzioni.
Se l’azienda è fallita o insolvente: il Fondo di garanzia INPS
Il Fondo di garanzia della posizione previdenziale complementare (art. 5 del D.Lgs. 80/1992) versa al fondo pensione le somme non pagate dal datore di lavoro insolvente:
- il contributo a carico del datore di lavoro;
- il tuo contributo trattenuto in busta paga e non versato;
- la quota di TFR destinata al fondo e non versata.
Servono la cessazione del rapporto di lavoro e l’insolvenza del datore: apertura di una procedura concorsuale (fallimento o liquidazione giudiziale, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria) con il tuo credito ammesso al passivo; oppure, se l’azienda non può fallire, un’esecuzione individuale che non ha recuperato il dovuto. La domanda si presenta all’INPS e le somme vanno sempre al fondo pensione, mai direttamente al lavoratore.
Cosa non fare
- Non riscattare la posizione prima dell’intervento del Fondo di garanzia: il riscatto può farti perdere il diritto all’integrazione. Puoi invece trasferirla a un altro fondo.
- Non aspettare: tieni copia di buste paga, comunicazioni del fondo e richieste inviate all’azienda.
E se il TFR è rimasto in azienda?
Per il TFR lasciato in azienda c’è un altro strumento: il Fondo di garanzia per il TFR dell’INPS (legge 297/1982), che paga il TFR al lavoratore se il datore di lavoro è insolvente, con requisiti simili.
Approfondisci
Controlla il tuo cedolino
Carica la busta paga in PDF: vedi quanto TFR e quanti contributi vanno al fondo pensione ogni mese.
Analizza il tuo cedolinoFonti
- D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 80, art. 5 (Fondo di garanzia per la previdenza complementare)
- Legge 29 maggio 1982, n. 297, art. 2 (Fondo di garanzia per il TFR)
- INPS, circolare n. 23 del 22 febbraio 2008 (intervento del Fondo di garanzia della posizione previdenziale complementare)
Contenuto informativo, non una consulenza legale. Per la tua situazione rivolgiti al fondo pensione, a un sindacato, a un patronato o a un avvocato. Come lavoriamo.