Guida al fondo pensione · aggiornata al 12 ottobre 2026

Fondo pensione per i figli a carico: come funziona

Un genitore può iscrivere un figlio a un fondo pensione e versare per lui, anche quando è minorenne. Finché il figlio è fiscalmente a carico, i versamenti si possono dedurre dal reddito del genitore. Ecco regole, limiti e vantaggi.

In breve: Se tuo figlio è fiscalmente a carico, i contributi che versi nel suo fondo pensione sono deducibili dal tuo reddito per la parte che lui non può dedurre, entro il tuo limite annuo complessivo di 5.300 € (che comprende anche i tuoi contributi). La posizione è intestata al figlio. Il vantaggio principale è l’anzianità di iscrizione: a 18 anni avrà già molti anni di adesione, utili per anticipazioni e per una tassazione finale più bassa.

Chi può essere iscritto

Si possono iscrivere i familiari fiscalmente a carico, compresi i figli minorenni: l’adesione la firma il genitore. Fondi aperti e PIP accettano adesioni individuali; molti fondi negoziali consentono l’iscrizione dei familiari a carico dei propri iscritti, spesso con costi ridotti. Le regole sono nel regolamento di ciascun fondo.

  • È fiscalmente a carico il figlio con reddito complessivo annuo fino a 4.000 € se ha fino a 24 anni, fino a 2.840,51 € se è più grande.
  • La posizione è sempre intestata al figlio: i soldi versati diventano suoi.

La deduzione dei contributi

La deduzione spetta prima al figlio, se ha un reddito su cui dedurre; per la parte che non può dedurre, spetta a chi lo ha a carico. Il limite di 5.300 € l’anno non raddoppia: è unico per chi versa e comprende i contributi per sé e quelli per i familiari a carico. Il TFR non rientra nel limite.

Esempio: se versi 3.000 € nel tuo fondo e 2.000 € in quello di tuo figlio, deduci 5.000 €. Se versassi 4.000 € e 2.000 €, ne dedurresti 5.300 €: i 700 € in più vanno comunicati al fondo come non dedotti entro il 31 dicembre dell’anno successivo, così alla fine non saranno tassati.

I vantaggi di iniziare presto

  • Anzianità di iscrizione: la tassazione finale scende dal 15% di 0,30 punti per ogni anno oltre il 15° fino al 9%, e conta da quando ci si iscrive.
  • Anticipazioni: dopo 8 anni di iscrizione si può chiedere fino al 75% per acquistare o ristrutturare la prima casa (tassazione del 23%) o fino al 30% per altre esigenze.
  • Tempo: versamenti piccoli ma costanti, con decenni davanti, possono crescere grazie ai rendimenti composti, con i rischi propri del comparto scelto.

Cosa succede quando il figlio inizia a lavorare

La posizione resta sua: può continuare a versare, trasferirla al fondo previsto dal suo contratto di lavoro (dopo almeno due anni di iscrizione) o tenerla e aprirne una nuova. Quando non è più fiscalmente a carico, la deduzione dei contributi spetta a lui sul proprio reddito. Se il figlio è un lavoratore alla prima occupazione, verifica con il fondo come l’iscrizione da minorenne incide sulla deduzione aggiuntiva prevista per i primi anni di lavoro.

Limiti da conoscere

  • I soldi sono vincolati: il figlio potrà usarli alla pensione o nei casi di anticipazione e riscatto previsti dalla legge, non per altre spese della famiglia.
  • I costi pesano di più sui piccoli importi: confronta l’indicatore sintetico dei costi (ISC) dei fondi.
  • Non c’è TFR né contributo di un datore di lavoro finché il figlio non lavora.

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Fonti

Contenuto informativo, non una consulenza: possibilità di iscrivere i familiari, costi e regole sono diversi da fondo a fondo. Per la tua situazione fiscale rivolgiti a un CAF o a un professionista. Come lavoriamo.