Fondo pensione per partite IVA e lavoratori autonomi
Chi lavora in proprio non ha il TFR né un datore di lavoro che versa per lui, e spesso ha una pensione pubblica più bassa. Il fondo pensione funziona come per i dipendenti, con alcune differenze importanti, soprattutto per chi è in regime forfettario.
In breve: Le partite IVA possono aderire a un fondo pensione aperto o a un PIP (e, in alcuni settori, a fondi di categoria). I versamenti sono liberi e deducibili fino a 5.300 € l’anno dal reddito soggetto a IRPEF. Chi è in regime forfettario e ha solo redditi forfettari non può dedurli dall’imposta sostitutiva: in quel caso i contributi non dedotti, se comunicati al fondo, non saranno tassati quando si riceve la prestazione.
Quali fondi può scegliere un autonomo
I fondi pensione aperti e i PIP accettano adesioni individuali, quindi sono aperti a professionisti, artigiani, commercianti e collaboratori. Alcune categorie hanno anche forme pensionistiche dedicate, previste da accordi o casse professionali. Prima di scegliere conviene confrontare i costi (ISC) e i rendimenti dei comparti.
Quanto e quando versare
Non c’è un contributo minimo per legge: decidi tu quanto e quando versare, e puoi sospendere i versamenti senza perdere la posizione. Molti autonomi versano a fine anno, quando conoscono il reddito, per sfruttare la deduzione.
La deduzione in regime ordinario
Con il regime ordinario i contributi al fondo pensione si deducono dal reddito complessivo fino a 5.300 € l’anno (dal 2026; prima 5.164,57 €). Il risparmio è pari all’aliquota IRPEF marginale: con l’aliquota del 33%, per esempio, 3.000 € versati fanno risparmiare circa 990 € di IRPEF.
Regime forfettario: cosa cambia
Nel regime forfettario dal reddito si deducono solo i contributi previdenziali obbligatori. I versamenti al fondo pensione non riducono il reddito tassato con l’imposta sostitutiva.
Si possono però dedurre dagli eventuali altri redditi soggetti a IRPEF dichiarati nello stesso anno, per esempio uno stipendio da lavoro dipendente o un affitto tassato in modo ordinario. Se non c’è nulla da cui dedurre, i contributi vanno comunicati al fondo come non dedotti entro il 31 dicembre dell’anno successivo: alla prestazione non saranno tassati.
Perché può servire a un autonomo
- Pensione pubblica spesso più bassa: con il sistema contributivo l’importo dipende da quanto si è versato, e i redditi degli autonomi possono essere bassi o discontinui.
- Disciplina: un accantonamento separato dall’attività, protetto da usi diversi fino alla pensione.
- Tassazione finale agevolata: dal 15% fino al 9% in base agli anni di iscrizione.
- Flessibilità in uscita: anticipazioni, riscatto in caso di cessazione o invalidità, RITA e, dal 2026, nuove forme di erogazione come la rendita a durata definita.
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Quanto potresti accumulare?
Nel simulatore imposta il TFR su “Niente” e indica il versamento mensile: vedi il capitale stimato con i rendimenti COVIP.
Apri il simulatoreFonti
- D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252 (previdenza complementare)
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, comma 64 (regime forfettario)
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (bilancio 2026), art. 1, commi 199-205
Contenuto informativo, non una consulenza fiscale o finanziaria. Per la deducibilità nel tuo caso (regime fiscale, altri redditi) rivolgiti al tuo commercialista. Come lavoriamo.